La vita oltre la morte
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Grossi
orecchini pendevano dalle mie piccole orecchie, non li avevo mai sentiti cosi
pesanti; la casa era buia, si intravedeva solo
qualche affresco nel giardino illuminato da una tiepida ed effimera luce che
crea dei chiaroscuri stupendi. Poggiai
il mio grande copricapo circolare sulla sedia e mi
fermai ad osservare il cielo. Non
c’è stata morte più appagante di questa. Il veleno
in circolo nel mio corpo lo fece cessare di esistere, ma è
un veleno che non uccide l’anima, perché essa è rimasta impressa sul volto
della notte stellata. Le stesse notti che intravedo dalla
finestra di legno del mio eterno giaciglio, circondata dai miei beni più
preziosi e dalla stessa tazza che mi rese impotente. Il vetro tutt’intorno mi custodisce, e prima
ancora, ero chiusa in una cassa buia e desolata. Ricordo solo questo;
mi sveglio la notte, ormai conosco le stelle meglio dei miei bracciali, o forse no. |
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Quella
notte vidi una stella a me sconosciuta, ma la più bella in assoluto : un uomo si avvicinò al vetro e guardò, spiò il mio
corpo immaginario ,e dal suo sguardo capii che aveva percepito ogni singola
parte del mio essere. La notte seguente compresi che era
un guardiano del museo , una stella irraggiungibile anche più di quelle messe
li su sul manto velato. Mi ero innamorata e sapevo che anche lui lo era di me ;un giorno, tanto era il desiderio di svegliarmi , che
lui si addormentò vicino al mio scomparto e in sogno , strano a dirsi, mi
svegliai; ad un certo punto sentii gli anelli poggiare sul mio dito ,la
pesante collana rossa adagiarsi sul mio petto e il mio vestito avvolgere il
mio calore. Un
bacio, nessuna domanda nessuna parola; sono contenta
di essere morta perché da molte notti e in eterno sarò più viva che
mai. Ho sempre visto le stelle da lontano ma solo
ora posso dire di averle abbracciate.
Roberta
Gioia I C |
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