La vita a…

la piazza

la strada

la scuola

il museo

il convento

 

 

La principessa del bosco

 

Di nuovo nello stesso museo, di nuovo qui a girare per queste vetrine, guardate da centinaia di persone, ma mai osservate con attenzione. Pensavo che mi sarei annoiata, che avrei girovagato inutilmente senza trovare  qualcosa di interessante, mentre la guida parlava ininterrottamente; e invece, mi avvicino verso una di quelle vetrine che sembra attirarmi come una calamita: è un corredo funebre, mi catapulta nel passato.

All’improvviso mi trovo in una stanza buia, sono seduta dietro un piccolo tavolo rettangolare, dove ci sono degli oggetti molto particolari, tra cui una bellissima collana in ambra: la prendo e la indosso; poi c’è una donna... questa donna mi porta un vestito, è lungo, bianco, me lo fa indossare, mi dà dei bracciali, li indosso, poi dopo avermi pettinato i capelli, mi chiede di seguirla.

Mi porta in uno strano posto, penso sia un bosco, e anche se qualcosa mi fa pensare che sarebbe meglio non procedere, vado avanti, la curiosità è troppo forte. Il fruscio del vento mi fa venire i brividi, gli alberi sembrano ingigantirsi, e poi incontro gli occhi neri del gufo che sembra seguirmi come una spia. In lontananza inizio a vedere una luce, che man mano che procedo si fa più forte...ma, all’improvviso quella donna inizia a correre, e io non voglio rimanere sola in quel bosco, e corro fino ad arrivare alla fine di quello stesso bosco dove, quella luce prima così lontana, ora mi acceca. E poi...sono a terra, non riesco a muovermi, non è possibile...sono morta! Io non riesco a capire , tutto è successo troppo velocemente; all’improvviso mi ritrovo in mezzo a tanta gente, in un luogo molto luminoso...Provo a fermare qualcuno, non riesco a credere di essere morta, ma nessuno si ferma, tutti continuano a passarmi e ripassarmi accanto senza parlarmi, guardarmi; ma poi vedo venire verso di me un ragazzo, sembrava un angelo, credevo di avere le visioni, e invece era vero, era lì con me e mi prendeva la mano; era bastato un solo sguardo per perdermi in lui, per essere già sua! Non c’era stato bisogno di dire alcuna parola, tutto sembrava normale, io e lui era come se ci conoscessimo da sempre...eravamo stati scelti...mi prende la mano e andiamo verso quel castello, il castello del bosco, il castello dove i sogni diventano realtà!

 

Livrieri Alessia II C