La piazza
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Era da un po’ che stavo giù di morale e la città
sembrava spenta insieme al mio cuore che non voleva sapere di una giornata di allegria quando… ..Una sera mi sentii ad un tratto più contenta, mi sentii riscaldata da quel faro nel
cielo. Mi sembrava tutto così bello, sembrava riuscissi
ad accarezzare il manto stellato, era tutta un'altra città da come l'avevo
vista in questi 15 anni, era il momento di vederla con occhi e cuore nuovi. Infatti uscii e andai a fare un giro per le tiepide strade
che mi riscaldavano il cuore. Arrivai in piazza e lì girando e rigirando
riuscii a scorgere un ragazzo tanto bello; riuscii ad incrociare il suo
sguardo e lui non esitò un attimo a salutarmi, io ricambiai il saluto. |
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Forse era stato il destino che mi aveva spinto ad
uscire da quella cappa di malinconia che mi stava opprimendo, ma da quella
sera, dopo il famoso saluto sono sempre così allegra, così
solare proprio come queste stupende giornate, miti di primavera che
con il loro calore hanno cambiato la mia vita, ma soprattutto hanno cambiato
il mio sorriso, ma anche quello della mia piacevole città. Leso Rossella I E |
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Rosamilio Rosa IV E |
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Giocavamo sempre nella parte inferiore della piazza e
dovevamo stare sempre attenti a non colpire i passanti o addirittura delle
coppiette che si stavano baciando più in là. Ricordo che ognuno di noi voleva prendere dei palloni che
erano finiti sopra un altissimo pino, e ognuno diceva la sua su come
fare a recuperarli: “ mi arrampico lassù poi prendo i palloni e scendo”, “ costruirò un bastone lunghissimo e riuscirò a
prendere i palloni”. Poi arrivava il bulletto “
adesso li prendo io”, tirava un calcio al pallone e credeva di poter spezzare
i rami in questo modo per far cadere i pallone. Ma
inesorabilmente il pallone si impigliava tra i rami
del pino e non scendeva più. Eravamo punto e a capo… Adesso in piazza non gioco più :
Ormai sono cresciuto e passeggio nella parte centrale della piazza. Ma
“la mia piazza” resterà sempre quella della mia infanzia felice Morrone
Luca II C |
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