Gli orecchini maledetti
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Anno
Come
pegno del suo amore Mustafà aveva regalato a
Ermengarda un paio di orecchini e due bracciali di bronzo; Ermengarda,
nonostante fosse molto felice per i regali, sapeva di non poter portare gli
orecchini perché non si era mai fatta i buchi alle orecchie per paura dei
punteruoli, ma dopo poco non ci pensò più perché era incominciata la sua
canzone preferita . |
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Il
mattino seguente Ermengarda, aiutata dalla madre, dovette fare i buchi alle
orecchie, perché allora era un’offesa non indossare i regali del fidanzato. Dopo
pochi mesi i due giovani si sposarono, ma a quel momento così felice si
contrappose una tragedia; infatti dopo pochi giorni dal matrimonio gli uomini
di Uruk partirono per una guerra. Mustafà
aveva assicurato ad Ermengarda che sarebbe ritornato sano e salvo, ma,
quando, tre mesi dopo, gli uomini ritornarono al villaggio, tra di loro non
c’era Mustafà che era morto per salvare la vita al padre. Ermenarda
passò un bruttissimo periodo soprattutto perché i suoi bracciali e gli
orecchini le ricordavano Mustafà. Decise quindi di gettarli via da una rupe
per non vederli mai più. Un
uomo li ritrovò, molto tempo dopo, presso la foce di un fiumiciattolo,
incastrati tra due pietre. Quell’uomo credette di essere stato molto
fortunato a ritrovare quei magnifici gioielli ma non fu così, perché in quei
gioielli si era impressa l’anima di Mustafà e avrebbero portato sfortuna e
sventura a chiunque li avesse indossati. Da
quel momento i gioielli sono passati di mano in mano creando sciagure e
portando sfortuna fino a quando sono stati ritrovati in una tomba e ora sono
esposti al museo, in attesa di qualcuno che racconti la loro storia. Morrone Luca II C |
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