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L’amore

 

Quella sera la luna era più bella che mai, splendente, luminosa. Nessuno avrebbe mai immaginato  che una così bella creatura dentro di sé non era felice e soprattutto invidiava gli esseri umani. La luna, era una bellissima immagine che si rifletteva abbagliante negli occhi degli uomini, che al contrario di lei potevano respirare, muoversi, parlare, vivere. Così espresse un desiderio, quello di poter assumere sembianze umane solo per una notte per poter  provare la sensazione di vivere, di essere una persona vera almeno per una notte. Il cielo le diede questa opportunità e la notte successiva la luna avrebbe realizzato il suo desiderio. Il giorno passò in fretta e la notte pian piano si stava avvicinando. Quella sera nel cielo mancava una luce, mancava la profonda luce della luna. Nel cuore del Sahara, d’improvviso, si diffusero tanti piccoli fasci di luce emanati da un’incantevole fanciulla che danzava e cantava.

La sua voce soave e la grazia con cui si muoveva le attribuivano un meraviglioso fascino. Intanto, per il deserto, era in cammino il principe di Sarabasso con tutti i suoi servitori. Era un affascinante  nobil uomo in cerca di moglie e annoiato di tutte quelle ragazze che in lui vedevano solo i soldi. Mentre girovagava per il deserto, la sua curiosità fu catturata da quegli interminabili fasci di luce che come per incanto illuminavano quella notte buia. L’attenzione del principe cadde subito sull’incantevole fanciulla.

I loro sguardi si incrociarono, i loro corpi si avvicinarono, le loro mani si sfiorarono, ed avvolti da una forte emozione si baciarono. La luna per la prima ed unica volta si era innamorata; ma la notte doveva pur finire e allo scadere del tempo lei non avrebbe più rivisto quell’uomo di cui si era innamorata e di cui non conosceva neppure il nome. Il cielo, allora, capì la grande sofferenza della luna e le volle concedere un’ultima grazia.

Quella notte nel cielo salì una stella, era il principe di Sarabasso che raggiungeva la sua amata luna. Il cielo da allora brillava più che mai e in esso risplendeva una nuova luce: l’amore.

 

Cicalese Verdiana I C