L’amicizia
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Un
bel giorno, non sapendo cosa fare, mi diressi verso un bosco vicino alla mia
casa di campagna. Inizialmente avevo una grande
paura, ma poi mi feci coraggio e varcai la soglia del bosco. Tra i mille rami
degli alberi filtravano tanti piccoli fili di luce, che rendevano l’atmosfera
del bosco straordinaria, tanto da avere la voglia di restare lì per sempre. Mi
guardavo intorno e riuscivo, nel silenzio, ad udire il cinguettio degli
uccelli e guardavo con molta tranquillità gli animali che correvano uno
dietro l’ altro e tutti insieme giocavano sulla riva
di un ruscello. |
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Si
era fatto tardi e non potendo più riattraversare gli oscuri viottoli decisi
di rifugiarmi in una caverna nei pressi del ruscello. Ad illuminarla un po’
era la fantastica luce che quella sera emanava la luna piena. Appena entrai in questa caverna avevo il timore di
incrociare il mio sguardo con quello di una bestia feroce, ma poi mi accorsi
che era tutto tranquillo. La caverna era lunghissima e le sue pareti erano
dipinte; percorrevo la tortuosa strada del mio rifugio ed ecco che mentre
pensavo di essere sola, vidi nella parte finale
della caverna una grossa bacheca illuminata da una luce rossa. Incuriosita
mi avvicinai e nella bacheca c’ erano alcuni gioielli: una collana d’ argento ed ambra, orecchini d’ argento con pendente in
ambra, bracciali in argento e bronzo e delle fibule d’ ambra e osso. Li
osservavo attentamente e pensavo a chi potessero appartenere;
per tutta la notte cercai di riflettere, ma non arrivai a nessuna soluzione.
La mattina seguente, mi avventurai di nuovo nel bosco e ad
un certo punto vidi davanti a me una ragazza, Laura, molto carina. Mi disse che quella era solo la sua anima rimasta nel bosco
perché era morta lì. Io, incosciente, pensavo che Laura mi stesse prendendo
in giro, ma lei ancora una volta mi contraddisse. Arrivò di nuovo la sera, la
luna era sempre piena e dall’ antro della caverna
sentii un lupo ululare. Senza paura lo raggiunsi e mi disse che era Laura, la proprietaria di quei bellissimi
gioielli, continuò dicendomi che ero l’ unica persona a non aver paura di lei
e così io sconsolata e dispiaciuta decisi di togliermi la vita, alla sua
stessa ora. La mia anima raggiunse quella di Laura ed io per la prima volta
conobbi l’ amicizia. Giarletta Anna Maria I E |
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