ANTONIO GALLOTTA
A cura del Prof. Antonio Ravallese, genero del Preside Gallotta,
docente di Filosofia e Storia nell'Istituto magistrale Alfano I di Salerno.
Nacque in Eboli il 9 dicembre 1909, secondo figlio di Vito e Virginia La Torraca, da antica famiglia le cui origini si fanno risalire ad una Contea in Catanzaro nell'XI secolo.
Frequentò gli studi presso il Seminario della Curia arcivescovile di Salerno, conseguendo la maturità classica e quella magistrale. Nel 1936, si laureò in Lettere presso la Regia Università Federico II di Napoli ottenendo l'anno successivo l'Abilitazione per il primo insegnamento nel Liceo classico d'Eboli.
Nel 1940, sempre in Eboli viene incaricato di reggere proprio il Liceo classico in attesa della parifica. Nel 1943, il Provveditore di Salerno lo manda a reggere per un biennio la scuola media di Sala Consilina, cui toccò ospitare i profughi d'Anzio e Nettuno. Nel 1946 eletto assessore alla Pubblica Istruzione del Comune d'Eboli, ne fu Sindaco nel 49 al '52, contribuendo alla ricostruzione del paese distrutto all'85% dai noti eventi bellici come Cassino.
Un uomo dall'instancabile agire, vissuto, nella sua non lunga ma intensa esistenza, all'insegna della virtù civile e cristiana ", che ha saputo infondere e ridare un senso etico, culturale o sociale, alle sue iniziative sempre finalizzate al "bonum publicum": un uomo dinamico, ricco di energie innovative, il preside Gallotta fu quello che oggi si definirebbe un manager. Negli anni tremendi del dopoguerra, infatti, quando- col voto anche degli avversari politici - fu eletto Sindaco della sua Eboli gravemente danneggiata, riuscì a restituirle una fisionomia modernamente civile. Parlano i verbali delle sedute consiliari: memoria storica - ma ancor viva nei meno giovani ebolitani - le sue battaglie, vinte, peraltro in un contesto sospettoso e battagliero guidato dall'opposizione, per l'assegnazione dell'INA casa, del primo asilo nido Agatino Aria, delle nuove strade, della sicurezza pubblica, dell'ospedale; tutti dati concreti, fattibili elementi di rinnovamento, di calcolate risorse economiche. E, sempre, con abnegazione anche a scapito della propria vita familiare, per la generale stima segnata da aristocratici e diuturni sentimenti di autentica devozione. Con questi sensi il Consiglio comunale di Eboli, il giorno stesso della morte deliberò a perenne memoria l'intitolazione a suo nome di una strada.
Nel 1951, ottenne l'incarico della presidenza della Scuola Media di Eboli e
la reggenza contemporanea delle nuove Scuole medie di Contursi, Buccino e Stio Cilento. Vinto, nel 53, il concorso a preside ottenne proprio in Eboli di reggere la Scuola Media "Matteo Ripa" con l'annesso Liceo classico "Enrico Perito". In quello stesso anno in qualità di commissario prefettizio istituì la prima scuola materna della storia l'"Agatino Aria".
Nel 55, trasferitosi a Salerno, fu preside della s.m .S. Tommaso d'Aquino di Mercato S. Severino, e dell'annesso Ginnasio di cui volle la costruzione del nuovo ed attuale edificio nella prestigiosa piazza del Municipio vanvitelliano.
Dal 1958 in poi fu preside in Salerno (al Torrione) della "Gaetano Quagliariello" che si fuse con la Poseidonia inizialmente pure da lui retta, oggi riunite in un nuovo edificio in via XX settembre.
Non è stato un Preside formalista pur elevando lo standard dell'amministratore scolastico. Non amava stare dietro le aride carte della sua scrivania ma dava vita alle attività scolastiche scendendo tra aule e banchi, sedendo tra i ragazzi, in un angolo ed in silenzio per volgere il suo solare sguardo sulla classe sempre ansiosa di conoscenze. E le conduceva per le palestre, le biblioteche, i laboratori, i gabinetti scientifici, offrendo loro - in avanguardia - le consulenze del sociologo e del medico scolastico. Rilanciava il sorriso schietto dei ragazzi che a lui si rivolgevano liberamente, consapevoli della loro incorrotta sensibilità, come benevolo, giusto, confidente. Anche i più irruenti o titabondi dei suoi collaboratori si consorziavano a lui come mossi da una irrefrenabile forza interiore che finalmente si liberava, per tradurre la scuola in una operosa palestra di vita. Ne istituì molte, come si sa, coinvolgendo l'intero territorio provinciale in una giornaliera - spontanea - messa in atto di iniziative concrete, in particolare negli anni cinquanta e sessanta, oggi recepite come attività extrascolastiche, per far fronte alle esigenze di una società civile in trasformazione.
Nel giugno del '57 per i suoi meriti sociali e culturali venne insignito dal Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi dell'onorificenza di Cavaliere Ufficiale al merito della Repubblica.
La morte lo raggiunge ancora nel pieno del suo lavoro in Salerno il
29 ottobre 1972 alle ore 13.50.
I suoi funerali furono un'apoteosi: il commosso stringersi di tutti i cittadini di Salerno e di Eboli attorno alla sua bara videro migliaia di allievi, genitori, professori autorità civili e militari, politici, provenienti dall'intera provincia. Chi per anni aveva avuto con lui il privilegio di un salutare lavacro dell'anima dolente per le quotidiane miserie dell'esistenza, gli rese affranta testimonianza. Con i suoi occhi cerulei, di un azzurro addirittura trasparente, con la mera curiosità un bimbo, riusciva a cogliere anche l'ultimo brandello di umanità e, senza paternalismo conciliante, offriva all'interlocutore la sua forza morale placando ansie e drammaticità, invocando nell'onestà la certezza, e la soluzione, di ogni verità.
L'illibata chiarezza di pensiero e la coerenza del vissuto, per severo autocontrollo, assieme alla dedita e sofferta comprensione delle altrui sventure, ne ha fatto segnatamente un Maestro nella sua lunga attività scolastica.
Ne sono testimonianza :
- l'intitolazione del liceo scientifico di EBOLI
- il Premio di studio " che viene annualmente conferito agli allievi della Scuola Media Quagliariello
Anche la Regione Campania nel riconoscergli merito per la realizzazione della scuola media unica e del suo valore formativo, confluiti vent'anni dopo nei raccordi scolastici disposti dalla legge quadro 845, gli ha dedicato nel 1976 il Centro regionale di formazione professionale sito nell'ex C.I.F.E. in via Allende.
Appassionato studioso di lettere classiche e convinto assertore che la cultura sia linfa vitale, ha lasciato numerosi scritti di varia umanità, pubblicando:
| Primule, ( Ia raccolta di liriche) Eboli, 1942; | |
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Ritorno di Frate Francesco, (articolo) in Lucania Francescana n.10/1945 ; |
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San Francesco e il Presepe, (articolo) in Lucania Francescana n. 9 1946; |
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La Madre degli emigrati, (articolo) in Lucania Francescana n7/1946; |
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Santa Maria delle Grazie,(articolo) in Cristo Regna, per il centenario della nascita della Rev.ma M. Ines di Gesù fondatrice - 1947; |
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Nel 50° anno di vita religiosa Padre Antonio da Petina, ministro delle sue nozze, (lirica) in Lucania Francescana, n 12, 1948, . |
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Mamma non Piangere (lirica) in Lucania Francescana n. 9/1948, un inno per i caduti al Fronte; |
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Foglie dell'anima, (2a raccolta di liriche) Eboli 1950; |
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Fantasie di Carnevale, Eboli, 1950; |
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Pinocchio simbolo e guida, Eboli, 1952 (prima edizione di questo saggio critico sul capolavoro di Collodi per il quale il sindaco di Pescia, il Prof. Roberto Anzilotti, gli rilasciò la tessa degli "Amici di Pinocchio ", n. 11399); la seconda edizione corredata dei 4 bozzetti e della copertina dell'artista Prof. Gabriele D'Alma è in Salerno il 1963; Il volume - in ristampa - destinato agli adulti fu scritto per i giovani affinché da adulti conservassero col fascino della fiaba quella serenità d'animo che è la virtù dei forti. La Sua penna infatti, sintetizza nel titolo Simbolo e guida la finalità del lavoro affinché il simbolismo collodiano possa essere interpretato come matrice pedagogico-sociale delle attività umane. |
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Ricordi di vita amministrativa Eboli, 1953 (raccolta di discorsi pubblici tenuti in particolari e rilevanti circostanze della vita amministrativa e politica della cittadina); |
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Per l'arrivo del bibliobus ad Eboli, 1953, (speciale compiacimento del Ministero -comitato centrale per l'istruzione popolare prot. 6308/9 del 1°giugno 55); |
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Missioni in Italia (relazione) in La voce di Maria, n. 1 /1953; |
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Ottobre, (lirica) in S. Francesco n.11, Assisi 1956; |
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Per il millennio della traslazione di San Matteo (lirica) Caposele, 1956; |
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Sogno nella valle (lirica) in Bollettino della Cattedrale di Teggiano agosto 1957; |
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'Na palomma (lirica in dialetto ebolitano) in Corriere del meridione del 21.06.1958; |
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Parco della rimembranza (lapide) Mercato San Severino 1958; |
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Annuario 58/59 della S.M. San Tommaso D'Aquino, (editoriale) Mercato San Severino 1959; |
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..E discese nel mare (lirica) in Il Faro n. 2, SA - 1962; |
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Servizio sociale scolastico, in Aggiornamenti n.3 1970; |
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Alunna d'eccezione in classe normale di scuola media in Nuovo Chirone n.1-2/1971; |
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Queste ultime due pubblicazioni che testimoniano il suo agire, didattico prima e poi di responsabilità scolastica, si mostrano l'applicazione più fruttuosa di quella sana immersione nel lavoro rifuggente da asfittici, avvilenti parametri di metodologia fine a se stessa in due antesignane esperienze. La prima nell'istituzione del servizio sociale scolastico per la "protezione", alla lettera, di quello che poi è diventato il diritto allo studio degli anni 80, e la seconda per il coinvolgimento della classe e degli insegnanti verso una allieva d'eccezione: una sordomuta. Anticipazione piena e rigorosa dell'integrazione scolastica disposta vent'anni dopo dalla legge 104 del 1992. |
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Non omnis moriar, (lirica) in Eco del Santuario dei SS Cosma e Damiano, nov. 1972 (postuma); |
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Notturno a Salerno, (lirica) in NOI n.1/1973 (postuma); |
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Ancora vergati aspettano d'essere proposte in un volume da lui stesso raccolto, ora in allestimento: |
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